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Il presidente del Consiglio regionale Fvg, Mauro Bordin, all'incontro organizzato dalla Società filologica friulana

UDINE: BORDIN “AUTONOMIA SCELTA CHE NON FA PAURA A CHI SA GESTIRE RISORSE”

Autonomia non come privilegio ma, passando dagli ideali di Tessitori, come forma di responsabilità da scegliere e di cui non aver alcuna paura, al fine di agire per il bene di una comunità che ha caratteristiche e principi peculiari ed esclusivi.

Il presidente della Società filologica friulana, Federico Vicario, e il presidente del Consiglio regionale Fvg, Mauro Bordin

Esprimendo questi concetti il presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, ha preso parte all’incontro organizzato dalla Società filologica friulana in Palazzo Mantica, a Udine, su “Autonomia ieri, oggi, domani. Dal messaggio di Tiziano Tessitori alle sfide future”.

In occasione dei 60 anni dall’approvazione dello Statuto del Friuli Venezia Giulia e a 50 anni dalla morte di Tiziano

Tessitori, principale artefice del riconoscimento della specialità regionale, il convegno, che ha visto la partecipazione

di Gianfranco Ellero, Elena D’Orlando, Guido Germano Pettarin, introdotti dal presidente della Società filologica friulana,

Federico Vicario, ha ripercorso alcune tappe salienti dalla nascita all’attuazione dello Statuto, allo scopo di riflettere

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sulla sua attualità e le possibili riforme. “Io sono nato nel 1973 e non ho avuto modo di conoscere personalmente Tessitori: provo invidia nei confronti di chi, invece, ha potuto interfacciarsi con una personalità di così alto

profilo. Avrei voluto confrontarmi e imparare da lui, conoscere da vicino quello che è stato fatto per l’autonomismo friulano, ciò che ci ha lasciato in eredità – ha riflettuto Bordin, che rappresentava l’Assemblea legislativa con i consiglieri

Massimiliano Pozzo, Igor Treleani e Massimo Moretuzzo -. Come Consiglio regionale e come Regione, abbiamo la responsabilità di portare avanti e rafforzare questa eredità molto pesante. Chi fa politica ha l’ambizione di fare qualcosa che lasci il segno e

migliori la qualità della vita dei cittadini e noi siamo pronti a

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continuare in questa direzione”.

“Oggi siamo una realtà autonoma forte, che ha saputo valorizzare

identità, lingua e territorio e che ha anche difeso la sua

autonomia quando necessario: di questo i cittadini devono essere

orgogliosi”, ha aggiunto.

Ricordando come, nel corso degli anni, siano stati condotti

interventi importanti come quello sulla fiscalità, “che ha visto

l’istituzione dell’Imposta locale immobiliare autonoma

sostitutiva dell’Imu”, Bordin ha quindi guardato avanti: “La

sfida per il futuro è arricchire il patrimonio lasciatoci. Vi

assicuro che continueremo a impegnarci per rivendicare tutti gli

spazi di autonomia possibili, perché noi dell’autonomia non

abbiamo paura”.

Bordin ha richiamato la questione, più che mai di attualità,

dell’autonomia differenziata. “E’ un percorso che sembra essere

visto da alcune forze politiche e da una parte dei cittadini con

scetticismo – ha concluso -, anche trasmettendo messaggi non

veri. Ma chi ne parla in questi termini lo fa solo per paura,

perché ha il timore di non saper utilizzare bene risorse e

competenze. Chi è capace di gestire la cosa pubblica, basta

guardare quanto fatto dal Friuli Venezia Giulia, allora

quell’autonomia la chiede con forza e determinazione. Un Paese

fatto di autonomie è un Paese forte”.

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