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REZZAGO: ELENA NOVIELLO PRO LOCO”falsa l’affermazione secondo la quale la pro loco sia tenuta al deposito del bilancio in comune”

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Elena Noviello portavoce della Proloco di Rezzago, ha inviato un comunicato dove spiega la posizione dell’associazione e ribatte alle affermazioni del Sindaco Binda pubblicate sulla nostra testata. La vicenda pareva chiudersi con le ultime affermazioni di Binda, così non è. Di seguito la risposta della Noviello e della Proloco

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“Innanzi tutto è falsa l’affermazione secondo la quale la pro loco sia tenuta al deposito del bilancio in comune, (e questa è anche la risposta che ci è stata data dalla segretaria comunale dopo nostra domanda scritta), ci sono casi particolari in cui il bilancio è dovuto, ma non è il nostro caso.
Sono stati proposti dal comune dei contratti fatti redigere ai propri tecnici, segretaria comunale e tecnico, ma è ovvio che un tecnico redige ciò che è richiesto dall’organo politico e lo traduce secondo le normative, perciò se la linea politica del comune fosse stata diversa anche le proposte dei tecnici lo sarebbero state.
Infatti se pure esiste un “principio generale di necessaria redditività dei beni pubblici” stabilito per legge, è anche vero che l’art. 71 del Codice del Terzo Settore ai comma 1 e 2 stabilisce la “superiorità” del valore sociale dell’utilizzo degli spazi pubblici da parte degli enti no profit nello svolgimento delle loro attività istituzionali, il comma 2 dice infatti che “Lo Stato, le Regioni e Province autonome e gli Enti locali possono concedere in comodato beni mobili ed immobili di loro proprietà, non utilizzati per fini istituzionali, agli enti del Terzo Settore, ad eccezione delle imprese sociali, per lo svolgimento delle loro attività istituzionali”, quindi gli enti pubblici non possono avere come unico obiettivo e criterio discriminante quello dell’interesse economico in senso stretto, ma essi orientano la loro azione a favore dello sviluppo delle comunità di riferimento. Da ciò discende che, anche la concessione in comodato gratuito di beni di proprietà degli enti locali deve considerarsi legittima, qualora l’ente dimostri il perseguimento dell’effettivo interesse pubblico, equivalente o addirittura superiore rispetto a quello meramente economico, ma l’intraprendere questa strada dipende dalle decisioni squisitamente politiche dell’Ente Locale, quindi nel nostro caso del Comune di Rezzago, che di fatto non considererebbe come valore sociale il lavoro svolto dalla Pro Loco nei decenni nella sua attività di promozione sociale e del territorio, il motivo rimane un mistero.
E’ falsa l’asserzione secondo cui “la pro loco non voglia versare neanche un centesimo per il punto d’incontro”, o comunque prima di pagare un canone la Pro Loco ha tentato di ripristinare le condizioni di gratuità del comodato vigente fino al 2017, il contratto fatto redigere alla segretaria comunale a luglio 2019, era una contratto di locazione commerciale 6 anni + 6, con un canone € 2500 annui oltre al pagamento delle utenze a carico della pro loco (all’epoca l’utenza elettrica era già intestata alla pro loco ed era anche collegata, oltre al Punto d’Incontro, anche ai lampioni del viale di San Cosma), inoltre il contratto non citava la sede di Via Desiderio Binda e l’uso dell’area esterna del Punto d’incontro rimaneva nebulosa; prima di rifiutare la pro loco ha proposto alcune modifiche al medesimo contratto mai prese in considerazione.
Il 2020, anno delle chiusure per il Covid, avrebbe potuto essere l’occasione per sedersi ad un tavolo e trovare una strada comune, infatti la pro loco ha continuato a sollecitare un incontro anche con l’invio di diverse lettere e PEC, il 10/03/2020 dopo un continuo silenzio da parte del Comune, la pro loco invia una PEC con due proposte di convenzione, una gratuita e una onerosa, fatte redigere da un professionista, ma non viene mai dato riscontro a queste proposte.
Il giorno 01/04/2022 la pro loco chiede, di nuovo con PEC, un confronto che avviene (finalmente) il 10/04/2022, il sindaco propone a voce un comodato gratuito di 2 anni al termine del quale l’attrezzatura (cucina professionale da ristorante, attrezzatura bar con banco spina, vari freezer, decine di tavoli e centinaia di sedie, 5 tensostrutture, stoviglie, pentole, attrezzi vari ecc, stiamo parlando di qualche decina di migliaia di euro di valore) sarebbe diventata del comune a compensazione dei canoni d’affitto non richiesti nei 2 anni, prima di rifiutare i consiglieri della pro loco chiedono bozza scritta di tale contratto per poterla valutare, ma nonostante diversi solleciti la bozza non viene mai inviata.
IL 17/05/2022 mi vedo con il tecnico comunale per un confronto e scopro che le nostre proposte di convenzione inviate per PEC a lui non erano mai state girate e che non era nemmeno al corrente he le avessimo proposte; dopo ulteriori solleciti, il 07/06/2022 viene fatta redigere al tecnico comunale una proposta di comodato di 6 MESI con rimborso spese di 3000 €, con assunzione da parte della Pro Loco di tutte le responsabilità sull’immobile e l’obbligo di stipulare polizze assicurative che normalmente spettano al proprietario e non al conduttore, al termine dei 6 mesi la pro loco avrebbe dovuto liberare i locali, ovviamente una proposta inaccettabile, di nuovo la Pro Loco propone delle modifiche al contratto, la risposta a voce del sindaco al presidente della Pro Loco è “O così o niente”, poi l’ordinanza del comune di liberare i locali e la mediazione, la convenzione che ne nasce prevede un rimborso spese ANNUO di € 3000,00, comprendente l’uso di gas e corrente elettrica, calcolato dai mediatori anche in base al bilancio della pro loco a loro consegnato, loro dopo che il comune aveva chiesto un canone annuo di € 6000,00 assolutamente non sostenibile.
Nel contratto firmato dopo la mediazione, si, non erano previste proroghe, ma l’intenzione dichiarata dai mediatori nel redigerlo era di dare ad entrambi gli enti le tempistiche che avrebbero permesso, dopo le nuove elezioni comunali previste nella primavera 2024, di trovare un nuovo accordo di più ampio respiro entro il 31/12/2024, ma non è successo, le esigenza della Pro Loco e di tutto il beneficio che ne procura al paese l’attività della sessa sono state ancora una volta ignorate, la domanda è sempre quella: perché?
Quindi il 28/12/2024, non avendo avuto una dichiarazione scritta con la quale il comune non avrebbe preteso il realizzarsi della clausola sullo sgombero o passaggio di proprietà dei beni, è stato un atto dovuto per il Consiglio (sì in scadenza, ma ancora nel pieno esercizio dei propri poteri) decidere di sgomberare per salvaguardare l’Associazione ed i beni acquistati con il lavoro dei volontari nei decenni, come vorrebbe continuare a fare in futuro: non serve che il comune sostituisca nessun tipo di apparecchiatura obsoleta, il comune dovrebbe usare i soldi dei cittadini per ben altre cose, ma un il nuovo contratto di più anni consentirebbe alla Pro Loco di poter procedere al rimodernamento delle stesse in autonomia, visto che, essendo associazione senza scopo di lucro, la sua prerogativa è quella di reinvestire i proventi della propria attività sia nelle manifestazioni che prevedono solo spese senza ricavi (come per esempio i Cortili in Festa) e in ciò che serve per realizzarle.”

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