Al momento stai visualizzando Interferenza GPS russa: proteste a Sopot in Bulgaria all’arrivo di Ursula von der Leyen

Interferenza GPS russa: proteste a Sopot in Bulgaria all’arrivo di Ursula von der Leyen

  • Tempo di lettura:6 mins read
  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:Politica
  • Commenti dell'articolo:0 commenti
Pubblicità

L’atterraggio di von der Leyen in un campo di grano vicino a Sopot, Bulgaria è l’epilogo delle proteste del partito di opposizione al Governo bulgaro, guidato da Rosen Zhelyazkov, Primo Ministro della Bulgaria, membro del GERB. Un folto numero di persone ha atteso la Presidente del Parlamento europeo per far sentire la propria voce di dissenso nei confronti delle scelte non condivise di proseguire nella fornitura di armi a Kiev.

Proteste a Sopot, in Bulgaria, all’arrivo di von der Leyen.

Ci sono stati delle proteste a Sopot in Bulgaria in occasione della visita della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, alla fabbrica di armamenti VMZ.

Pubblicità

 

Le proteste sono state organizzate dal partito ultranazionalista “Vazrazhdane” (“Rinascita”) e dal suo leader, Kostadin Kostadinov. Il leader di opposizione al Governo bulgaro ha lanciato un appello sui social media, sostenendo che la visita di von der Leyen era un segno del “governo coloniale” bulgaro che agisce su ordini esterni.

I manifestanti hanno espresso la loro opposizione al coinvolgimento della Bulgaria nella guerra in Ucraina. Hanno contestato la fornitura di armamenti bulgari a Kiev, affermando di non voler “combattere contro la fraterna Russia”. La loro retorica si basa su un forte sentimento filorusso e una netta ostilità verso la NATO e l’UE.

Pubblicità

Durante la manifestazione, sono stati scanditi slogan contro von der Leyen e il governo bulgaro. In un episodio, i manifestanti hanno circondato e colpito un’auto, credendo (erroneamente) che a bordo ci fosse la presidente della Commissione europea. L’evento ha portato anche a tensioni con i giornalisti che stavano coprendo la protesta.

La visita di von der Leyen in Bulgaria si inserisce in un tour negli Stati membri dell’UE “di prima linea” vicini alla Russia e alla Bielorussia. L’obiettivo era discutere di sicurezza, difesa e del supporto dell’UE a questi paesi, specialmente in relazione al conflitto in Ucraina. La fabbrica VMZ di Sopot è di grande importanza in questo contesto, dato che è un produttore chiave di munizioni per l’Ucraina.

VMZ Sopot (Vazovski Mashinostroitelni Zavodi) è la più grande fabbrica di armamenti della Bulgaria, situata a Sopot. Fondata nel 1936, è un’impresa statale specializzata nella produzione di una vasta gamma di prodotti per scopi militari e civili.

I prodotti principali di VMZ includono:

Pubblicità

Produzione Video


Munizioni per artiglieria, lanciagranate e mortai di vario calibro.
Missili anticarro a guida.
Razzi non guidati per l’aviazione.
Granate a mano.
Inneschi, cariche e altri componenti esplosivi.

L’azienda è un attore chiave nel complesso militare-industriale bulgaro e le sue produzioni vengono esportate in più di 30 paesi in tutto il mondo.

Di recente, VMZ Sopot ha avviato una collaborazione strategica con l’azienda tedesca Rheinmetall per la produzione congiunta di proiettili di artiglieria da 155 mm a standard NATO, con l’obiettivo di modernizzare l’industria della difesa bulgara e di rifornire i mercati europeo e NATO.

Post del leader di “Vazrazhdane” Kostadin Kostadinov (tradotto)

Hanno inventato la storia del “tentato russo” sull’aereo di Ursula solo per nascondere il suo vergognoso atterraggio nel campo di grano vicino a Sopot. Ma il mondo intero ha visto e capito cosa è successo.

A causa del blocco che abbiamo imposto, non è potuta arrivare a Sopot in tempo, non è potuta entrare dall’ingresso principale della VMZ-Sopot, non ha potuto recarsi all’officina di Iganovo, dove è prevista la futura fabbrica di polvere da sparo. Ecco perché è rimasta cupa per tutto il tempo e ha solo agitato il dito contro i suoi subordinati locali, come potete vedere nella foto. Quanto ai subordinati locali, sembrano ancora più infelici nella foto.


Ieri, un organo di stampa mi ha chiesto come avremmo impedito a Ursula di farle visita in futuro. Ho risposto che, dopo l’umiliazione che le abbiamo causato, non ci sarebbero più state sue visite in Bulgaria. Non è così stupida da commettere lo stesso errore due volte.

Interferenza GPS russa, l’aereo di von der Leyen costretto ad atterrare con mappe cartacee in Bulgaria

In quasi tutti i paesi europei esistono partiti politici che, con diverse sfumature, manifestano una posizione euroscettica, nazionalista e, in alcuni casi, spingono per l’uscita dall’Unione Europea o dalla zona euro. Questo fenomeno, noto come “euroscetticismo”, è in crescita.

Bulgaria: Vazrazhdane è un esempio di partito che propone esplicitamente l’uscita della Bulgaria sia dall’UE che dalla NATO.

Kostadin Kostadinov è un politico bulgaro, leader e fondatore del partito politico ultranazionalista “Vazrazhdane” (Rinascita).

Il partito Vazrazhdane, fondato da Kostadinov nel 2014, è un partito di estrema destra con un’ideologia che si basa su:

Ultranzionalismo: promuove una forte identità nazionale bulgara, con un orientamento antieuropeista.

Euroscetticismo: il partito si oppone all’adesione della Bulgaria all’Eurozona e sostiene l’uscita del Paese dall’Unione Europea e dalla NATO.

Populismo di destra: Kostadinov e il suo partito adottano una retorica populista, criticando le élite politiche e promuovendo politiche che, secondo loro, difendono gli interessi del popolo bulgaro. Hanno anche sostenuto posizioni antivacciniste durante la pandemia di COVID-19.

Conservatorismo nazionale: si oppone a politiche considerate “liberali” o “progressiste”, come quelle legate alla cosiddetta “ideologia di genere”.

Nonostante la sua ascesa e l’aumento dei consensi, il partito è rimasto all’opposizione in Bulgaria, non riuscendo a formare un governo.

Tipi di Euroscetticismo:

Euroscetticismo “hard”: Partiti che si oppongono all’idea stessa di integrazione europea e propongono l’uscita del loro paese dall’UE (come fece l’UKIP nel Regno Unito con la Brexit).

Euroscetticismo “soft”: Partiti che non propongono l’uscita, ma sono critici verso l’attuale forma dell’UE. Vogliono una maggiore sovranità nazionale, meno poteri a Bruxelles e a volte si oppongono all’adozione dell’euro.

Francia: Il Rassemblement National (RN) di Marine Le Pen è un partito nazionalista con una forte retorica anti-europea. Anche se in passato ha sostenuto l’uscita dall’euro, oggi la sua posizione è più sfumata, puntando a “trasformare l’UE dall’interno”.

Italia: La Lega di Matteo Salvini, pur non proponendo più esplicitamente l’uscita dall’euro, mantiene una posizione critica nei confronti delle politiche europee, soprattutto su temi come l’immigrazione e le direttive economiche.

Germania: Alternativa per la Germania (AfD) è un partito di estrema destra con una forte connotazione euroscettica. Propone una rottura con l’attuale struttura dell’UE e l’abbandono dell’euro.

Paesi Bassi: Il Partito per la Libertà (PVV) di Geert Wilders è un partito populista di destra con una piattaforma fortemente anti-immigrazione e un orientamento euroscettico, che in passato ha sostenuto un referendum per l’uscita dall’UE.

Ungheria: Il partito Fidesz di Viktor Orbán, sebbene non proponga l’uscita dall’UE, ha un approccio nazional-conservatore che lo porta a un conflitto costante con le istituzioni europee, opponendosi a molte delle loro politiche e decisioni, soprattutto in materia di stato di diritto e diritti civili.

Questi partiti spesso collaborano a livello europeo, formando gruppi al Parlamento Europeo come Patriots.eu o Conservatori e Riformisti Europei (ECR), per cercare di influenzare le politiche dell’Unione dall’interno.

Lascia un commento