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GENOVA: ORHAN PAMUK A PALAZZO DUCALE

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Nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale lo scrittore turco, premio Nobel per la letteratura nel 2006, parlerà – a partire dalle ore 18 – del suo nuovo libro Ricordi di montagne lontane.

 

In dialogo con lui il giornalista Marco Ansaldo e lo scrittore Andrea Canobbio. La traduzione sarà affidata alla conosciuta e apprezzata voce di Paolo Maria Noseda. 

L’incontro, organizzato in collaborazione con la casa editrice Einaudi, sarà un’occasione per approfondire l’opera di uno tra i maggiori protagonisti della letteratura mondiale contemporanea, che ha ambientato molti dei suoi libri nella città natale, luogo di conflitti e di sincretismi culturali. 

L’incontro al Salone del Maggior Consiglio è libero fino ad esaurimento posti  

Ricordi di montagne lontane

 «Non pubblicare cose troppo personali… scrivi sul paesaggio!» annota Orhan Pamuk nel 2019 tra i suoi appunti. È un consiglio per il suo nuovo progetto editoriale di pubblicare una selezione delle pagine dei taccuini su cui, da oltre dieci anni, scrive e disegna quotidianamente. 

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Ricordi di montagne lontane prende vita proprio dai fogli di questi piccoli quaderni personali cui l’autore affida il racconto degli avvenimenti della giornata e alle quali consegna le riflessioni più sincere su attualità e politica. 

Ma non solo. Tra le pagine della nuova opera emerge molto di più, dai soggiorni in India alle passeggiate in una Istanbul familiare e nello stesso tempo fonte di meraviglia, dall’insegnamento negli Stati Uniti alla vera e propria fascinazione per l’Italia. E poi la gioia di nuotare nell’immensità del mare fantasticando sulle storie da scrivere, o la felicità nel contemplare le montagne lontane da una finestra. 

Qui, attraverso le magnifiche illustrazioni che accompagnano le parole, Pamuk rivela il suo eccezionale talento artistico. Da giovane, infatti, voleva diventare un pittore, passione che ha messo da parte per dedicarsi alla forte vocazione per la scrittura. 

Il filo conduttore che, ora sotterraneo ora cristallino, si snoda tra testi e immagini e attraversa gli eventi, gli incontri, i pensieri è sempre il processo, delicato eppure inarrestabile, della creazione letteraria. I taccuini rappresentano così un vero e proprio laboratorio in cui immaginare trame e studiarne l’architettura, in un dialogo perpetuo con i personaggi dei libri che verranno. 

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Nel corso degli anni l’autore continua a riprendere, completare, riempire di schizzi le pagine rimaste in bianco, dando vita a uno straordinario intreccio in cui sfumano spazi e tempi nella dolce, onirica malinconia dell’esperienza vissuta che diventa ricordo. 

Orhan Pamuk è nato nel 1952 a Istanbul. Tra i suoi libri, tutti pubblicati da Einaudi, ricordiamo: Il castello biancoLa nuova vitaIl mio nome è rossoNeveLa casa del silenzioIstanbul (anche in edizione illustrata nel 2017), Il libro neroLa valigia di mio padreIl Museo dell’innocenzaAltri coloriIl signor Cevdet e i suoi figliRomanzieri ingenui e sentimentaliL’innocenza degli oggettiLa stranezza che ho nella testaLa donna dai capelli rossi Le notti della peste. 

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