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Un momento della seduta della Giunta per il regolamento

FRIULI VENEZIA GIULIA: GIUNTA ESAMINA EMENDAMENTI, NUOVO REGOLAMENTO A SETTEMBRE

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Il nuovo regolamento del Consiglio regionale è in dirittura d’arrivo, con l’auspicio del presidente Piero Mauro Zanin di un via libera unanime da parte di tutti i gruppi politici. A inizio settembre la Giunta per il regolamento voterà infatti la proposta di modifica del testo in vista dell’approvazione in Aula nella prima seduta utile.

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Se ne è parlato oggi durante la riunione della specifica Giunta, presieduta da Zanin, che ha fatto il punto sugli emendamenti ancora da discutere nell’ambito della revisione del regolamento consiliare.

Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) chiedeva che venisse prevista la possibilità di istituire un comitato di partecipazione

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legislativa, ma gli Uffici hanno rilevato alcune problematiche tecnico-legislative, tra le quali la salvaguardia della libertà

associativa: dal momento che un comitato è un ente privato, non può essere previsto da un regolamento. Accantonato anche l’emendamento con il quale Honsell prevedeva che bastassero 25 cittadini per presentare una pdl, tema che concerne lo Statuto e non può essere stabilito da un regolamento. Perplessità della stessa natura hanno stoppato sul nascere anche un emendamento di

Massimo Moretuzzo (Patto per l’Autonomia) che riguardava i

rapporti tra Giunta e Consiglio, fissati dalla legge statutaria.

Sostanziale via libera invece, dopo un’articolata discussione che

ha coinvolto anche Mauro Capozzella (M5S), alla proposta di

Honsell di attribuire un carattere di “comprovata

professionalità” ai portatori di interesse, dei quali si parla in

un altro articolo del nuovo regolamento. Accolto nella sostanza –

pur senza un voto formale, perché come si diceva la valutazione

avverrà a inizio settembre – anche l’emendamento di Diego Moretti

(Pd) che prevede un termine ultimo per inviare gli emendamenti

nelle varie commissioni, in modo da dare ai gruppi politici la

possibilità di esaminarli con attenzione: l’orientamento è quello

di stabilire che i testi debbano arrivare almeno un’ora prima

dell’inizio delle sedute.

È stata poi approfondita la proposta di limitare il numero degli

ordini del giorno che sarà possibile presentare in Aula: se ne è

discusso a lungo e l’orientamento è quello di prevederne 1 per

ogni consigliere, con l’eccezione delle leggi di bilancio, più

articolate e complesse, in occasione delle quali il limite

salirebbe a 3 testi per consigliere.

“Il limite responsabilizza – ha sottolineato Zanin, fautore della

novità – e consentirebbe anche alla presidenza di controllare

l’effettiva presa in carico degli ordini del giorno, compito che

oggi è reso più difficile dal gran numero di testi approvati”.

Qualche perplessità sul punto è stata invece espressa da Moretti,

mentre Edy Morandini (Prog Fvg/Ar) e Luca Boschetti (Lega) hanno

posto il tema della salvaguardia dei gruppi politici con pochi

consiglieri, e quindi con un minor budget di ordini del giorno a

disposizione. L’esame finale previsto a settembre consentirà di

chiarire i dubbi residui.

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