
L’Europa ci sta parlando di case green, case efficentate per il miglior vivere, per ottimizzare i consumi e sopratutto per non inquinare, almeno così vogliono farci credere. La verità dei fatti è davanti a tutti, basterebbe guardare oltre che il nostro paese, anche Bulgaria, Romania, Polonia, solo per citarne alcuni, che non hanno regole ben definite su case, contratti. L’Italia sotto l’aspetto contrattualistico ha fatto qualcosa, ma poi a livello pratico regna la confusione.
La storia che vi invitiamo a leggere è quella di qualsiasi cittadino, che cercando casa, si imbatte in mille difficoltà. Tutto accade nel 2022 quando una coppia cerca a casa nella zona del triangolo lariano (lago di Como), più specificatamente la perla del Lario, così definita Bellagio, un luogo per turisti esigenti, che arrivano, alloggiano in lussuosi alberghi e scappano poco dopo.
La coppia si imbatte in un annuncio di una casa, contatta il proprietario, persona gentile e affabile, mostra loro la casa, sembra tutto ok, forse anche troppo. Da li a qualche giorno casa vista e piaciuto, si incontrano per il contratto, anche qui sembra tutto regolare, non fa una piega la richiesta del proprietario e si procede in poco tempo a cristallizzare che i nuovi inquilini entreranno nell’appartamento.
L’atmosfera di felicità della coppia è alle stelle, finchè dopo poche settimane (non anni) iniziano a palesarsi i primi problemi, come muffa, lavatrice con incrostazioni importanti, mancanza di una Kappa nella cucina fondamentale per l’utilizzo del gas, intonaco delle pareti che cedono e si sbriciolano. Questi sono solo alcuni problemi. La coppia avverte il proprietario che incontra la coppia, visiona l’appartamento e accampa una serie di scuse, che portano inevitabilmente alle prime discussioni. Una proposta “inaccettabile” del proprietario fa salire la tensione, volano gli stracci. L’inquilino vista la remora del proprietario a svolgere i lavori, decide, prima di attivare l’Ats per verbalizzare che la casa ha problemi, con l’intenzione poi di svolgere i lavori, ma rileggendo il contratto, lui stesso si accorge di avere le mani legate, nel contratto l’affittuario deve ricevere l’ok scritto dal proprietario per fare qualsiasi tipo di lavoro di ammodernamento dell’immobile che rimane tale e quale dall’inizio.
Ats interviene e conferma che ci sono dei problemi: muffa, mancanza di una Kappa nella cucina a gas, pareti che perdono la tinteggiatura e addirittura pareti mai imbiancate da chissà quanto tempo. A questo punto ATS passa la palla al Comune di Bellagio che emette un Ordinanza sindacale, che dovrebbe mettere alle strette il proprietario invitato a sistemare la casa ove gli compete. Ebbene, passano i mesi e non accade praticamente nulla, il proprietario che ha casa a 50 metri, non si fa vedere e sentire, lasciando gli inquilini in balia dei problemi. Gli unici interventi portati a termine dal proprietario sono quelli della Kappa e della ringhiera che viene portata a 90 cm d’altezza ritenuta pericolosa.
Le case Green sono utopia in un paese come il nostro, dove prima di tutto non c’è chiarezza delle leggi e dove il furbo dorme sempre sogni tranquilli, fatto salvo per quelli che subiscono angherie da chi occupa casa. La trasmissione tv “Fuori dal coro” in onda su Rete 4 ci racconta settimanalmente cronache di persone che occupano case senza titolo, raggiri di vario tipo.
Il Governo Meloni ha approvato qualche mese fa una legge sulle occupazioni di case private, ma poco si è fatto invece sui sopprusi che subiscono gli inquilini che vanno da affitti in nero, affitto di case non a norma con le varie regole comunali, regionali, nazionali. Qual’è la direzione del nostro paese e dei paesi europei in confronto alle richieste dell’Europa della Signora Von Der Lyen?

A questo punto gli inquilini contattano e sollecitano il Comune ad intervenire come richiesto da ATS, ma pare che tra regole, regolucce e “dimanticanze”, l’ufficio tecnico non interviene, malgrado le meil pec di ATS che invita proprio l’ufficio tecnico a visionare l’appartamento in questione.
Passano i mesi e finalmente l’ufficio tecnico con la presenza del Comandante della Polizia locale interviene e visita l’immobile, dichiarando che si ci sono problemi, ma che sembra essere tutto a norma.
L’intervento dell’ufficio tecnico avviene a Marzo 2024 quindi a distanza di oltre 8 mesi dalla richiesta di ATS che aveva sollecitato anche per problemi di odori di gas.
A distanza di quella visita, succede nel mese di Ottobre 2024 avviene un distacco del gas per via di una possibile perdita e odori nell’esterno della casa.
Intervengono tecnici per il ripristino e riattivazione, ma passano ben 6 giorni, tra documenti, verifica della perdita, chi ci va di mezzo è la coppia che vive l’ennesimo incubo, senza poter cucinare, scaldarsi, farsi una doccia.
Una delle ultime scoperte riguarda l’utilizzo del camino all’interno dell’appartamento, a dire della proprietà e a distanza di 2 anni, non è a norma, problema mai accennato fino a quando gli inquilini si sono decisi ad utilizzarlo in questo periodo per scaldarsi in attesa del riallaccio del gas
Ad oggi, nessuno pare intenzionato a risarcire dei problemi vissuti dagli inquilini, la casa di 60 anni fa, non perfettamente in regola rimarrà così, la legge non tutela l’inquilino che paga, il proprietario può decidere di far sloggiare gli inquilini “difficili” secondo il suo punto di vista.
Purtroppo i problemi della coppia sono legati anche alle continue e perpetrate “attenzioni” da parte degli inquilini che vivono sopra di loro (parenti del proprietario), che arrecano disturbo con lenzuola stese davanti al balcone, rumori ad ogni ora del giorno come lanci di blocchi di legno, acqua che gocciola dal balcone sui vestiti dei malcapitati. Situazione assurda, che non tutela chi denuncia e cerca di rispettare le regole





